Spesso passo in una via dove si affacciano le vetrate di una palestra, naturalmente mi viene da guardar dentro e quello che vedo mi lascia ogni volta un po’ perplessa. Ci sono persone che faticano e lo si legge sui loro visi: chi pedala, chi corre, chi muove pesi, tutti concentrati nello sforzo. Non c’è nessuno che abbia un’espressione distesa o accenni un sorriso. E allora mi chiedo se mantenere in forma il corpo vuol dire necessariamente costringerlo a sopportare lo stress della fatica. Ho il dubbio che questo apparente prendersene cura sia invece un altro modo per allontanarsi dal proprio corpo, trattandolo come un qualcosa che si deve allenare, ma non ascoltare come funziona così da conoscerlo e conoscendolo sentirsi bene con lui.

L’intensa ripetizione di un esercizio sempre uguale gonfia certo il muscolo, ma non fa sentire nulla di come quel muscolo sta nel corpo, di che cosa può avere necessità per stare meglio, per lavorare meglio.

Insomma mi chiedo se questo modo di intendere l’esercizio fisico non sia ancora una volta trattare il corpo come un “oggetto” senza volerlo ascoltare e perciò senza volerlo conoscere.

Senza voler sentire come esso sia parte integrante del nostro essere nel mondo e quindi di come nelle sue reazioni ci sia la possibilità di cogliere un senso che diventa una fonte di comprensione di noi stessi. Perché conoscerci nel corpo vuol dire percepire come reagisce e in questa reazione, sempre diversa secondo i momenti e gli stati d’animo, cogliere un’ informazione che ci rivela a noi stessi.

Siamo noi stessi anche nel corpo, perché allora ci allontaniamo da noi stessi trattando il corpo come un contenitore che deve essere all’altezza dei nostri ideali estetici e quasi mai come un sensibile e acuto compagno della nostra avventura di vivere?

Stefania Margiotta

Logopedista, attenta ricercatrice del  rapporto che la voce ha con il corpo, durante tutto il periodo che ha  frequentato le lezioni  ci ha offerto le sue riflessioni circa “il  prendersi cura di sè” e al concetto che abbiamo di “corpo”.

Nel Metodo Res attraverso esercizi semplici ma efficaci la persona scopre relazioni e compensi tra le varie parti del corpo, scopre di avere una capacità percettiva ampia e profonda, scopre il significato di Riequilibrio, scopre di poter entrare in contatto con l’aspetto energetico della sua esistenza.